STUDIARE TROPPO PRIMA DI UN CONCERTO È CONTROPRODUCENTE

Molti musicisti, soprattutto studenti, si chiedono se sia utile continuare a studiare in modo intenso anche poche ore prima di un concerto. L’esperienza mostra che questa strategia risulta poco efficace. Nelle fasi immediatamente precedenti un’esibizione la priorità diventa preservare lucidità mentale, equilibrio fisico e fiducia esecutiva.

Durante il mio percorso di studi in Francia ho avuto modo di sperimentare un metodo di preparazione estremamente efficace in vista dei concorsi musicali. Un mese prima dell’evento iniziavamo a eseguire simulazioni complete, identiche per programma, tempi e condizioni a quelle reali. Le prove venivano svolte in orari diversi della giornata per abituare corpo e mente a qualsiasi circostanza. Si organizzavano simulazioni anche con la pioggia e con le finestre aperte, così da familiarizzare con temperature e situazioni ambientali differenti.

Negli ultimi giorni il lavoro cambiava radicalmente: pochi ritocchi mirati, passaggi lenti, camminate, respirazione profonda, alimentazione equilibrata e sonno regolare. Questo approccio permetteva di arrivare all’evento con energia, concentrazione e una naturale voglia di suonare, lasciando spazio alla freschezza mentale e alla prontezza fisica.

Lo studio intenso a ridosso del concerto tende spesso a produrre l’effetto opposto. L’eccesso di ripetizioni genera stanchezza muscolare e sovraccarico cognitivo, mentre la memoria motoria e quella a lungo termine richiedono tempo per stabilizzarsi. Intervenire all’ultimo momento su dettagli tecnici o interpretativi può creare confusione e ridurre la sicurezza. Ripassare freneticamente poco prima di salire sul palco alimenta dubbi e tensioni, mentre uno stato mentale disteso favorisce controllo, precisione, presenza sonora e fluidità esecutiva.

Una preparazione efficace si costruisce con anticipo e progressività. Le settimane precedenti vengono dedicate alle simulazioni complete e alla solidità generale del repertorio. Avvicinandosi alla data dell’esibizione il lavoro si orienta verso la rifinitura, con una graduale riduzione dell’intensità. Il giorno precedente risulta sufficiente concentrarsi su pochi punti specifici evitando sforzi prolungati. Nelle ore immediatamente precedenti conviene limitarsi a un riscaldamento leggero, a qualche passaggio lento e al ripasso mentale, lasciando spazio al riposo, alla respirazione, alla centratura personale e all’idratazione.

Studiare troppo a ridosso di un concerto raramente aumenta la preparazione e spesso accresce stanchezza e insicurezza. L’efficacia sul palco nasce da una distribuzione intelligente dello studio nel tempo, da simulazioni realistiche e da un adeguato recupero nelle fasi finali. L’energia che si porta in scena deriva dalle ore di lavoro unite alla capacità di fermarsi al momento giusto e permettere a mente e corpo di arrivare all’esibizione con naturalezza e vitalità.

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